Buon Compleanno alla Casa dei Raccontastorie

Esattamente un anno fa inauguravamo la Casa dei Raccontastorie. La nostra prima casa. A Roma.

Sembra ancora incredibile che un’idea si sia trasformata in realtà, ma anche questo è il bello. Un anno fa non sapevamo esattamente cosa stavamo facendo eppure lo facevamo. Intuivamo che era arrivato il momento di dare fisicità al modello di interazione creativa tra impegno sociale e comunicazione visuale. Una fisicità semplice, fatta di quattro pareti e un soffitto a botte.

Non ripercorro la storia di quell’avventura e non indulgo in facile autocelebrazione di S4C. Sarebbe troppo semplice e retorico.

Oggi celebriamo il nostro primo anno. E lo facciamo senza feste, party, cocktail, cotillons. Senza neanche video commemorativi o slideshow con musiche accattivanti. Anzi, a dire il vero lo festeggiamo con il sito web giù da due giorni a causa di seri problemi tecnici.

Il sito è giù ma il morale è su, molto su, comunque. Siamo sempre in giro a cercare storie da raccontare, per dimostrare che le cose si possono cambiare e che c’è tanta gente straordinaria che cambia il mondo nel suo piccolo. Ogni giorno.

Ci siamo abituati (facilmente) a cercare storie positive, perché c’è tanto bisogno di ottimismo e di esempi edificanti.

Dicevo, oggi non festeggiamo con effetti speciali ma con due sole fotografie.

Questa, scattata da Morteza, che ormai conoscete tutti. E’ un giovane e talentuoso ragazzo afghano arrivato da poco in Italia e che da subito ha mostrato passione e grande propensione per il racconto di storie.

(copyright: Morteza)

(copyright: Morteza)

Morteza frequenta tutti i nostri corsi e i workshop con i grandi fotografi che ci hanno onorato della loro presenza alla Casa dei Raccontastorie, e sta raccontando la quotidianità di Roma. Ha in serbo dei bei progetti e lo aiuteremo a realizzarli.

Un’altra foto è di Daniele. Conoscete bene anche lui, ormai. E’ un ragazzo senza fissa dimora che vive per strada, a Roma.

L’ho conosciuto lo scorso Capodanno alla cena di Binario95 quando mi chiese di insegnarli a fotografare. Da allora lui è entrato nella mia vita, puntuale ogni settimana, e mi ha accolto nella sua.

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Daniele dimostra una passione per la fotografia che mi sbalordisce ogni volta. E’ sempre il primo ad arrivare ai nostri eventi, pulito, educato, curioso. E se ne va sempre con dignità e con saluti calorosi e grati. Ci racconta i fatti della sua vita e chiede di imparare sempre di più. La sua estetica fotografica migliora a vista d’occhio, così come la sua curiosità. Sta raccontando la “sua” Roma, vista dal basso.

Adesso che vivo fuori Roma, Daniele ha un intero Team di S4C Roma che lo segue.

Ecco cosa è successo nel primo anno della Casa dei Raccontastorie (iniziato con l’aiuto dei grandi amici di S4C Barcelona che hanno realizzato un video bellissimo). Abbiamo rispettato la nostra missione, aiutando e cominciando a formare chi non ha i mezzi per accedere ai tradizionali canali educativi; abbiamo tenuto corsi, workshop; abbiamo presentato libri di fotografia, reportage di viaggio, iniziative di crowdfunding editoriale.

Abbiamo ospitato fotografi di passaggio e amici di vecchia data. Ci siamo riuniti regolarmente lì; abbiamo dato appuntamento “a Casa” a chi voleva conoscerci e unirsi a noi.

Abbiamo consolidato l’amicizia con l’NPPA, con il nostro amico Donald e con il Festival di Cortona On The Move e il Perugia Social Photo Fest. Con gli straordinari amici di S4C Messico abbiamo aiutato un ragazzo in Chiapas a vedere il mare per la prima volta in vita sua, abbattendo letteralmente il muro della sua stanza per permettergli di varcarne la soglia con la sedia a rotelle. Il tutto vendendo una maglietta.

Abbiamo raccontato la storia di cosa si cela dietro una tazza di caffè. E facendolo abbiamo incontrato altre storie, tra cui una che scoprirete tra poco. Una storia incredibile.

Abbiamo reso accogliente la nostra casa, pur se è ancora un gran casino. E’ una casa bella, grande, calda, colorata e con un via vai di volontari.

Ecco, in questo anno abbiamo vissuto la Casa dei Raccontastorie e abbiamo raccontato tante, tantissime storie.

Sembra un’eternità per le tante cose che abbiamo fatto, eppure è passato un solo anno.

Oggi il sito web è giù ma noi siamo lì, in parte in quella Casa e in parte fuori a raccontare storie.

Voglio ringraziare tutti quanti ci sono stati vicini. Dalle istituzioni (il fantastico Garante per l’infanzia e l’adolescenza Vincenzo Spadafora) agli amici di Google e dell’Ambasciata USA a Roma.

E soprattutto voglio ringraziare i volontari. La parte migliore dell’Italia. Quelli che hanno letteralmente costruito la Casa e che la animano. Quelli che raccontano storie e non se la tirano.

Dico spesso che è più facile combattere per degli ideali piuttosto che esserne all’altezza.

Giudicate voi cosa è successo nell’ultimo anno. E poi datevi una pacca sulla spalla.

Perché è anche merito vostro.

Tanti auguri Shoot4Change

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